Il tema del gemello che resta è un tema molto forte e presente di cui spesso non siamo a conoscenza .Ma se osservato all’interno del campo sistemico, questo movimento, può diventare una vera forza.
Buona lettura!
Durante il mio ultimo seminario esperenziale di costellazioni sistemiche familiari di gruppo, ho avuto alcune clienti che sentivano di voler essere qui ma una in particolare mi ha colpita. Era scettica e quando è arrivata era sulla difensiva osservava ma cercava di tenersi distaccata. È entrata nel campo come rappresentante e la vedevo che aveva paura di affidarsi era combattuta con la sua parte mentale.
Ma ecco il bello, la costellazione prima della sua riguardava un rapporto di coppia, in mezzo alla coppia c’erano due bambini non nati, di cui uno un gemello. Terminata la costellazione, mi sento di prendere un momento per spiegare la sindrome del gemello superstite, ed ecco che avviene il clic, vedo questa persona che si illumina, si mette dritta e mi dice: “questa cosa mi tocca” , perché quando ero incinta, facendo la prima ecografia il medico mi disse che c’erano due sacche, ed io ricordo che pensai: se non sono sani spero di prenderli perché non sono in grado di tenerli. Dall’ecografia successiva c’era solo una sacca e un embrione che è mio figlio che mi tratta melissimo.
La osservo, non riesce più a stare sul suo posto è diventata effervescente finché non riesce più a tenersela e me lo chiede: “posso fare la mia costellazione adesso?”
Viene e si siede al mio fianco, le dico: con meno parole possibili dicci cosa desideri osservare oggi, e lei: Michele.
Senza sapere altro, metto in campo due rappresentanti, una per lei e una per questo Michele. Il rappresentate di lui si allontana e guarda in terra, stendo un morto che si mette in posizione fetale, Michele va a terra e si mette anche lui in posizione fetale e abbraccia il suo gemello. A questo punto chiedo alla cliente se si sente di entrare, la percepisco in fermento e per questo decido di starle accanto, si alza, entra in campo arriva fronte ai suoi figli, si gira incredula mi guarda con gli occhi sgranati e inizia a piangere e vive il suo lutto.
Chiede scusa alla bambina morta, le dice che non era in grado di mantenerla e mi dice, sento la colpa, le dico di guardare i suoi figli e dirlo a loro, fa un respiro profondo, fa fatica a guardarli, quando ci riesce pronuncia di nuovo, “sento la colpa” e sprofonda in un ondata di pianto, i figli la abbracciano e si uniscono a lei, percepisco l’ondata di amore che arriva potente.
A questo punto la cliente prende la sua sciarpa e seppellisce la bambina non nata e fatto questo madre e figlio si abbracciano e si ritrovano in questo abbraccio, li lascio nutrirsi di questo amore finché chiudo la costellazione.
La “coincidenza” vuole che tutte le rappresentanti chiamate in campo avessero un figlio che si chiama Michele.
Laura Loru
